Seta e Arte

Nel 1992 l’Ing. Ettore Bianchi, esperto e appassionato di tessitura, insieme alla figlia Anna, da pochi anni laureata all’Accademia di Belle Arti di Brera, ebbero l’ardire di voler fondere le loro passioni e competenze e di produrre delle vere opere d’arte realizzate in tessuto operato jacquard in seta.

Con le nuove tecnologie elettroniche applicate alle macchine jacquard questo sogno poteva essere realizzato e iniziammo così a creare i primi quadri tessili, intesi come multipli d’arte di noti artisti italiani, utilizzando una tecnica innovativa rispetto a quelle conosciute quali la litografia o la serigrafia.

L’ing. Bianchi ed Anna, che ancora aveva contatti con i suoi docenti artisti dell’accademia, si incontrarono a Milano con il Maestro Luigi Veronesi, un artista che, pur se in età avanzata, era sempre stato affascinato a sperimentare nuove tecniche e che si entusiasmò immediatamente al primo incontro e fu felice di darci 4 sue opere in bianco e nero (delle dimensioni di cm.28,5x20,3) da riprodurre a colori, seguendo passo a passo la creazione e l’inserimento del colore nelle opere.

Nacquero così i primi multipli d’arte realizzati in seta con una tecnica simile a quella dell’arazzo, ma nella sua dimensione tecnologica assolutamente innovativa.


A queste seguì la realizzazione di un’opera di Burri di dimensioni simili e negli anni successivi vennero realizzati progetti più ambiziosi, in collaborazione con Aligi Sassu e Salvatore Fiume, che non si limitarono a consentire la riproduzione di opere già realizzate, ma proposero originali appositamente concepiti per essere riprodotti in tessuto jacquard, in dimensioni ben più significative: nacquero così “I Cavalli di Helios” di Aligi Sassu e “La Ragazza di Bali” di Salvatore Fiume, in formato 70x60 cm, e successivamente, a distanza di qualche anno l’uno dall’altro, “Ofelia” di Sassu e “Pianeti che attendono” di Salvatore Fiume, in formato 140x70cm.



Ing. Bianchi e Alifi Sassu

Nel 2013 ormai senza la supervisione dell’Ing. Bianchi, Anna Bianchi realizzò in occasione del centenario di Salvatore Fiume per la Fondazione Fiume, un’opera ancora più impegnativa, “Le Tre Grazie”, in formato 130x100 cm, il cui originale è esposto nel Palazzo della Regione Lombardia a Milano.

Le Tre Grazie

Negli anni sono stati realizzati diversi altri “miniarazzi”, come vennero definiti da Ettore Bianchi: una riproduzione dell’icona “La Madonna d’Iver”, commissionata dalla Camera di Commercio e Industria della Federazione Russa, la “Donazione della Basilica di Galliano da parte di Ariberto di Intimiano”, che riproduce l’affresco tuttora visibile nella chiesa di Galliano sita presso Cantù, e numerose altre opere, realizzate anche a scopo promozionale, soprattutto vedute del Lago di Como ed altre immagini caratteristiche, ad esempio il campanile di Ossuccio o la “Lucia”, ma anche vedute di Capri e dei suoi faraglioni.