L’attività della Seteria Bianchi si innesta sulla antica tradizione della tessitura serica nel distretto comasco.
L’attività produttiva nel campo della seta della zona di Como ha origine nel XVI Secolo, quando il Duca di Milano Lodovico Sforza, detto Il Moro, promuove l’introduzione della gelsicoltura e dell’allevamento del baco da seta.
L’attività industriale di tessitura della seta si può far risalire alla metà del XVIII Secolo. In quell’epoca, e fino all’inizio del XX Secolo, nel Comasco si svolge l’intero ciclo produttivo della seta, dall’allevamento del baco alla tessitura, anche se l’importanza di Como è maggiore nelle fasi a monte (bachicoltura e filatura), mentre la tessitura ha importanza molto inferiore a quella, per esempio, di Lione e di altri distretti serici europei (Zurigo, Krefeld).
Dopo l’unificazione dell’Italia Como affina la propria vocazione in questo campo; nel 1866 nasce presso l’Istituto Tecnico locale una sezione di Setificio.
L’Istituto Tecnico Industriale di Setificio di Como è attivo ancora oggi per formare sempre nuove generazioni di tecnici e disegnatori specializzati nel settore serico.
L’importanza di Como quale polo tessile in generale e serico in particolare continua a svilupparsi nel corso del XX Secolo, e raggiunge il suo massimo dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Mentre infatti gli altri distretti serici del continente tendono a ridimensionarsi, se non addirittura a scomparire, Como progredisce costantemente, fino a diventare “La Città della Seta” per antonomasia.
Anche se a partire dagli anni ’90 dello scorso secolo pure Como ha subito un ridimensionamento quantitativo sotto la pressione della concorrenza sempre più forte dei paesi emergenti, ed in particolare della Cina, la seta di Como resta unica dove si richiedono eccellenza nella qualità, creatività e servizio.
In questo contesto la Seteria Bianchi può vantare una posizione ai massimi livelli, forte di una tradizionale politica di ricerca dell’eccellenza qualitativa, tecnica e stilistica, e del supporto di una filiera produttiva di distretto probabilmente unica nella sua completezza.
L’attività produttiva nel campo della seta della zona di Como ha origine nel XVI Secolo, quando il Duca di Milano Lodovico Sforza, detto Il Moro, promuove l’introduzione della gelsicoltura e dell’allevamento del baco da seta.L’attività industriale di tessitura della seta si può far risalire alla metà del XVIII Secolo. In quell’epoca, e fino all’inizio del XX Secolo, nel Comasco si svolge l’intero ciclo produttivo della seta, dall’allevamento del baco alla tessitura, anche se l’importanza di Como è maggiore nelle fasi a monte (bachicoltura e filatura), mentre la tessitura ha importanza molto inferiore a quella, per esempio, di Lione e di altri distretti serici europei (Zurigo, Krefeld).
Dopo l’unificazione dell’Italia Como affina la propria vocazione in questo campo; nel 1866 nasce presso l’Istituto Tecnico locale una sezione di Setificio.
L’Istituto Tecnico Industriale di Setificio di Como è attivo ancora oggi per formare sempre nuove generazioni di tecnici e disegnatori specializzati nel settore serico.
L’importanza di Como quale polo tessile in generale e serico in particolare continua a svilupparsi nel corso del XX Secolo, e raggiunge il suo massimo dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Mentre infatti gli altri distretti serici del continente tendono a ridimensionarsi, se non addirittura a scomparire, Como progredisce costantemente, fino a diventare “La Città della Seta” per antonomasia.
Anche se a partire dagli anni ’90 dello scorso secolo pure Como ha subito un ridimensionamento quantitativo sotto la pressione della concorrenza sempre più forte dei paesi emergenti, ed in particolare della Cina, la seta di Como resta unica dove si richiedono eccellenza nella qualità, creatività e servizio.
In questo contesto la Seteria Bianchi può vantare una posizione ai massimi livelli, forte di una tradizionale politica di ricerca dell’eccellenza qualitativa, tecnica e stilistica, e del supporto di una filiera produttiva di distretto probabilmente unica nella sua completezza.